Death cab for cutie, Your bruise

of Montreal, Gronlandic (Hissing fauna…)

Brian Eno, Everything merges with night (Another green world, 1975)

Boards of Canada, Chinook (Aquarius, 1998)

Estasi psichedelica su un tappeto di tornado metal. I Sigur Ros all’inferno incontrano i Black Sabbath. Meraviglia.

Estasi psichedelica su un tappeto di tornado metal. I Sigur Ros all’inferno incontrano i Black Sabbath. Meraviglia.

Smog, Dress sexy at my funeral (Dongs of sevotion, 2000)

Perlomeno sexy. E porta anche il campari. E il gin. Le olive sono dietro la corona. No perditempo.

Built to spill, Made up dreams (Perfect from now on, 1997)

Un carosello di piccoli uomini barbuti che si affaticano a trattenerti per le spalle, un arcobaleno di grigio e bianco da nord a sud, lenti bidimensionali per perdere la profondità delle cose, orologi da taschino che si infilano nei calzini, porte che si stropicciano occhietti magici per far finta di non riconoscerti 

hard to believe
that after all this time
that after all this I’m
still me

Ancora più difficile credere dopo così poco tempo non sia più me stesso.

(Robert Wyatt, Free will and testament - Shleep, 1997)

Dieci brevi pensieri per la fine dell’anno

10. 

-

(Kristin Hersh, Heaven - Strange angels, 1998)

Dieci brevi pensieri per la fine dell’anno

9.

Immaginare che esista un posto di delizie eterne che vi aspetti dopo, che questo sia un luogo dove il piacere è infinito e non cessa mai, in cui la vita di grazia e beatitudine sia senza fine, mette su una tristezza infinita. Aveva ragione Averroè. O sarebbe bello che fosse così. (Vedi pensiero n. 7)

(Joni Mitchell, River - Blue, 1971)

Dieci brevi pensieri per la fine dell’anno

8. 

Passare anni ad esplorare il corpo come un misterioso groviglio che nasconde la promessa di una mappa eccitante, per scoprire che l’unico vero tesoro è la voce. Voce che parla di corpi che non ci sono più, che prendono la forma di ombre e fantasmi, che si riempiono di silenzi come per una promessa tradita e mai davvero pronunciata. E poi la voce di Joni. 

(John Frusciante, As can be - To Clara, 1994)

Dieci brevi pensieri per la fine dell’anno

7.

Il diritto all’oblio dovrebbe essere considerato inalienabile. 

(Husker Du, I don’t know what you’re talking about - New day rising, 1985)

Dieci brevi pensieri per la fine dell’anno

6. 

Vero è che l’utopia serve a mantenere accesa la speranza che rende nobile l’animo; che i desideri devono essere curati per non farli morire disseccati, accuditi come fiori fragilissimi; che la comprensione e la solidarietà e la fratellanza sono valori non negoziabili. Ma bisognerebbe anche ammettere che ugualmente non negoziabili sono l’idiozia, l’ottusità, l’infaticabile stupidità che assedia ogni giorno l’esistenza. Oltre che non negoziabili, sono realtà ben più materiali e solide. 

(David Thomas and the Pedestrians, Happy to see you - The sound of sand, 1981)

Dieci brevi pensieri per la fine dell’anno

5.

Uno dei vantaggi più sicuri del tempo che passa è la sensazione che si è abbastanza vecchi per fare ciò che piace, o non fare quello che non piace, senza dare troppe spiegazioni. In fondo, significa solamente che si è stufi di dare spiegazioni a se stessi. Ammesso che sia così, invecchiare porta ad una saggezza che consiste nello smettere di dialogare con se stessi come piccoli amleti. Non si parla con le persone che si conoscono bene, se non di argomenti banali. Per tutto il resto le parole sono superflue, come le spiegazioni. 

(Michael Nyman, The heart asks pleasure first - The Piano, 1993)

Dieci brevi pensieri per la fine dell’anno

4.

Ma anche le mani, gli occhi, la pelle, i nervi, le vene, le unghie, i denti, il sudore salato che cala lungo la schiena, la secchezza sulla lingua assetata, i gomiti angolosi e le scapole non chiedono altro. (Vedi pensiero n. 3)